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La trasformazione del Castello in Museo

Quello di Pisino è uno dei castelli meglio conservati in Istria. La prima traccia scritta in merito risale al 983 nel documento dell'Imperatore Ottone II, dove lo si menziona come castrum Pisinum. Nel corso degli anni il Castello cambiò vari proprietari, come ad esempio gli Asburgo (dal 1374), mentre la famiglia italiana Montecuccoli (qui presente dal XVIII secolo alla II Guerra mondiale) ne fu l'ultimo proprietario (Ivetić, Zrnić 1956:1).

Nel periodo dal 1920 al 1943 il Castello ospitava la Collezione privata della famiglia Montecuccoli: i fratelli Ujčić (1953.15) hanno lasciato traccia scritta degli oggetti qui ritrovati in quel periodo: delle antiche stufe barocche, un camino, vecchie armi e catene. Ogni anno, il 5 agosto, dopo la celebrazione della messa nella cappella del Castello, si potevano visitare i vani dell’edificio. Al secondo piano i visitatori potevano vedere la cucina con il focolare e un centinaio di stoviglie in bronzo, mentre l'altro inventario da cucina si trovava appeso alle pareti. Negli altri vani erano esposte le armi e le catene. Secondo quanto detto dai relatori, dopo la capitolazione dell’Italia, i soldati tedeschi occuparono il castello e gettarono nella Foiba di Pisino gli oggetti che avevano trovato al suo interno (Milićević, 1976:7).

Già nel 1952 la Società per la storia e le questioni culturali dell'Istria a Pisino formata da un gruppo di appassionati di patrimonio culturale, diede il via all'iniziativa di raccolta del materiale per il futuro museo e ai lavori necessari per tramutare il Castello in museo (Ivetić, Pavić, 2007:7).
Oltre ai membri della summenzionata Società, uno dei personaggi che hanno avuto più merito nell’istituzione del museo è stato il dr. Vjekoslav Zidarić, preside della Scuola agricola di Pisino e presidente del Consiglio museale che partecipò con i suoi alunni ai lavori di pulizia del Castello, portava i conservatori per i paesi e li aiutava ad acquistare gli oggetti per il museo.
Dopo l'installazione della corrente elettrica, la riparazione del tetto, delle finestre e la pulizia dei singoli vani, nel maggio del 1955 iniziò l'attività del Museo popolare di Pisino. Il primo direttore è stato il prof. Ante Čatlak, di professione archeologo (Milićević, 1973:1).

Nel giugno del 1956 il Comitato popolare del Comune di Pisino emanò il provvedimento d’istituzione dell’ente denominato Museo civico di Pisino (Milićević, 1976:76)

Milovan Gavazzi, che all'epoca era l'etnologo croato più apprezzato e fondatore dell'etnologia come scienza, ha contribuito alla nascita del museo a Pisino, più precisamente della sua sezione etnografica. Già nel 1956 espresse la sua approvazione riguardo all'istituzione del „museo centrale dell'Istria (a Pisino)“. Secondo il suo parere, i musei che operavano in Istria dovevano procurare il materiale etnografico anche per la sezione etnografica del futuro museo. Consigliò anche quali operatori museali impiegare (M. Gavazzi 1956). Su richiesta dell'allora direttore del Museo di Pisino, Gavazzi si rivolse al Consiglio per la cultura e la scienza di Zagabria per ottenere i fondi necessari per l'attività dell'allora già proposto Museo etnografico dell'Istria (M. Gavazzi 1961).

Le collezioni etnografica, archeologica e storico-culturale furono inaugurate il 29 novembre 1957. La collezione etnografica che era costituita dal vano col focolare di una casa di campagna con una ventina di oggetti, rappresentava il fulcro del futuro Museo etnografico dell'Istria a Pisino (Milićević, 1976:77, Ivetić, Pavić, 2007:12-13).
Il museo occupava sette vani del Castello per una superficie di circa 500 m2 e non era provvisto di deposito. Il primo direttore è stato il prof. Ante Glavičić che incoraggiò la raccolta degli oggetti per il museo, istituì la biblioteca e con l'aiuto del dr. Zidarić continuò il lavoro di pulizia del Castello (Milićević, 1973:1). Il direttore Ljubomir Petrović che di professione era archeologo, accolse l'idea di tramutare gradualmente l'istituzione in museo etnografico e verso la fine degli anni Cinquanta fu assunta anche la prima etnologa, Marija Križmanić. (ibid.2)

Con un Provvedimento dell'Assemblea comunale di Pisino, il Museo civico di Pisino cambia nome in Museo popolare di Pisino (Milićević, 1973:2) e grazie a una Delibera del Comitato popolare del Comune di Pisino, dal 15 giugno 1960 il Museo popolare di Pisino diventa un'istituzione autonoma amministrata dal Consiglio museale costituito da nove membri. Il Museo popolare di Pisino riceve in gestione e in uso l'edificio del Castello.

Il 29 novembre 1961 ci fu l’inaugurazione della mostra etnografica che fu collocata in due sale, su una superficie di circa 80 m2: la idearono e allestirono i dipendenti del museo Ljubomir Petrović e Marija Križmanić che raccolsero pure gli oggetti necessari. Alla mostra furono esposti per la prima volta gli strumenti e gli indumenti tradizionali, mentre all’epoca il museo nel suo fondo possedeva all’incirca 250 oggetti etnografici. Nello stesso anno fu assunto come conservatore l’etnologo Josip Milićević (Milićević, 1973:3, 1796:78).
Il Museo etnografico dell’Istria fu fondato il 12 maggio 1962 e divenne l’istituzione più importante di questo genere in tutta l'Istria; gli fu confermato il diritto di amministrare il Castello, l'inventario e il materiale museale (Ivetić, Pavić, 2007:17). Ai tempi della sua registrazione in istituzione specializzata, il Museo etnografico dell'Istria aveva nel suo fondo all'incirca 800 oggetti, il deposito e un laboratorio fotografico che serviva per fotografare gli oggetti museali.  All’epoca il direttore Josip Milićević e la custode Paulina Šepić erano dipendenti fissi del museo (Milićević, 1973:3, 1796:78).

Tanja Kocković-Zaborski, Ph. D

Bibliografia

Ujčić, Tugomil, Vitomir. 1953. Pazin, Gradska štamparija, Pula
Milićević, Josip. 1973. Postojeće stanje i perspektiva Etnografskog muzeja Istre u Pazinu, inv.br: 306, knjižnica MDC-a
Milićević, Josip. 1976. Muzeji, izložbe i zbirke Istre, Magistarski rad
Ivetić M., Zrnić, L. 1986. Katalog stalnog postava Etnografskog muzeja Istre, Tipograf, Rijeka
Ivetić, Marija, Pavić, Vladimira. 2007. Izmjene i dopune idejnog prijedloga muzeološke i prostorne koncepcije Muzeja Grada Pazina iz 1999. godine